COLLI EUGANEI (PADOVA) - Il 5 giugno è stato assolto dal reato di atti persecutori e maltrattamenti in famiglia per, come ha sentenziato il giudice Laura Chillemi, insufficienza di prove. Ma tre giorni più tardi, appena uscito dal carcere, secondo l'accusa rappresentata dal sostituto procuratore Andrea Zito l'uomo di 62 anni, difeso dall'avvocato Marco Destro, è tornato alla carica. Botte e stalking all'ex moglie, minacce di morte al figlio e alla sorella di lei. Così si è trovato di nuovo iscritto nel registro degli indagati e lunedì il gup Domenica Gambardella durante l'interrogatorio di garanzia si è riservata nel decidere se applicare o meno la misura restrittiva del braccialetto elettronico nei confronti del 62enne padovano.
Secondo i racconti dei parenti lui avrebbe iniziato a perseguitare moglie e figlio già dal 2001, fino a quando la compagna disperata nel 2020 ha chiesto e ottenuto la separazione. Non ancora il divorzio perchè lui si sta opponendo con tutte le forze. La donna ha poi presentato una serie di denunce ai carabinieri e il pubblico ministero Giorgio Falcone ha avviato un'indagine portando il 62enne alla sbarra. In carcere, nella sua cella della casa circondariale Due Palazzi, in più occasioni ha spedito lettere intrise di minacce al figlio, a sua zia sorella della mamma e soprattutto alla ex moglie di 58 anni. Frasi come «Ti ammazzo, ti rovino, finirai di vivere» e anche «Farai la fine di Giulia Cecchettin». Ma all'inizio di giugno ha incassato l'assoluzione.







