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29 LUGLIO 2025
Ultimo aggiornamento: 14:32
Nella scienza e nella medicina non si può parlare di miracolo, ma di frontiere superate oltre l’immaginabile e di eccezionalità sì. Ed è così che per la prima volta al mondo ha recuperato la vista un giovane 38enne con la sindrome di Usher di tipo 1B, una rara malattia genetica che si manifesta con cecità e sordità. Il paziente è stato sottoposto a un’innovativa terapia genica nella clinica oculistica dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli a Napoli.
L’intervento – A un anno dall’intervento, realizzato a luglio 2024, la vista è stata recuperata da vicino e da lontano, anche in condizioni di scarsa luminosità. Si tratta della prima dimostrazione dell’efficacia clinica della nuova terapia genica che è stata applicata tra ottobre 2024 e aprile 2025 ad altri sette pazienti. “L’intervento di terapia genica non è, in sé, particolarmente complesso”, spiega Francesca Simonelli, ordinaria di Oftalmologia, direttrice della Clinica oculistica e responsabile del Centro di terapie avanzate oculari dell’Università Vanvitelli, “si svolge in anestesia generale e prevede di iniettare nello spazio al di sotto della retina due vettori virali distinti, che trasportano ciascuno metà dell’informazione genetica necessaria per produrre la proteina che manca nei pazienti. Il recupero dall’intervento è rapido e l’effetto sull’acuità visiva è visibile già dopo pochi giorni: a due settimane di distanza, per esempio, il primo paziente trattato mostrava già un miglioramento della capacità visiva e a un mese era in grado di vedere meglio anche in condizioni di scarsa luminosità. A oggi, di fatto, gli è stata restituita la vista“.









