Prima della terapia, tutto era indistinto. La sera non usciva da solo, inciampava tra le corsie del magazzino dove lavora, non riconosceva volti. Oggi Antonio legge i sottotitoli in TV anche da lontano, distingue le forme degli oggetti, vede chiaramente anche in condizioni di scarsa luce. È la testimonianza diretta del primo paziente al mondo trattato con una nuova terapia genica per una malattia ereditaria della retina associata a sordità e cecità progressiva: la sindrome di Usher di tipo 1B. Il 38enne italiano, operato a luglio scorso presso la Clinica Oculistica dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, a distanza di un anno è riemerso dal buio. Aveva una vista inferiore a un decimo ma oggi, grazie all’intervento, riesce a percepire anche i contorni del campo visivo. Un risultato straordinario ottenuto grazie a un’innovativa modalità di terapia genica messa a punto dell’Istituto Telethon di Genetica e Medicina di Pozzuoli (Tigem) che è stata impiegata anche su altri 7 pazienti italiani, trattati anch’essi nel centro partenopeo, tra ottobre 2024 e aprile 2025.

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A CURA DI IRMA D'ARIA

09 Giugno 2025

Una nuova terapia genica a doppio vettore