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Dal 2022 a oggi, cioè da quando si è insediato il governo di Giorgia Meloni, il numero di giovani detenuti nelle carceri minorili in Italia è aumentato del 50 per cento: secondo dati aggiornati al 15 giugno dell’associazione Antigone, che si occupa di diritti delle persone detenute, sono 586 (quasi tutti uomini: solo 23 sono donne). Prima dell’insediamento del governo di Meloni erano 392. Anche se tecnicamente si chiamano “Istituti penali per minorenni” (IPM), nelle carceri minorili italiane non ci sono solo minorenni: al momento quelli che hanno meno di 18 anni sono 355, circa il 60 per cento del totale.

Negli IPM vengono detenute in custodia cautelare (cioè prima di aver subìto una condanna) o per scontare una pena le persone minorenni, oppure quelle fino a 25 anni che hanno commesso un reato prima di compierne 18. Secondo i dati di Antigone, attualmente in 8 dei 17 IPM italiani ci sono condizioni critiche di sovraffollamento. È un dato rilevante, mai registrato in passato secondo l’associazione: fino a prima dell’insediamento di questo governo il sovraffollamento era un problema soprattutto delle carceri per adulti. I dati di Antigone sono contenuti in un rapporto di metà anno sulle carceri diffuso il 28 luglio, realizzato anche grazie a 86 visite nelle carceri fatte dall’associazione nell’ultimo anno.