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Lunedì sera si è dimesso Piero Bitetti, il sindaco di Taranto eletto solo a inizio giugno e sostenuto da una coalizione di centrosinistra. Le sue dimissioni sono state improvvise e ancora non sono ben chiari i motivi. Le ha presentate dopo un incontro molto teso in comune con alcuni rappresentanti di comitati civici e ambientalisti sul piano per l’ex ILVA, l’acciaieria della città di cui si discute da anni per il suo enorme impatto industriale, ambientale e sociale. Se ne parla con particolare urgenza in queste settimane, in cui ci sono diverse scadenze cruciali per arrivare alla vendita che dovrebbe risolvere la crisi in cui versa l’acciaieria da tempo.
La discussione coi comitati era stata molto accesa, tanto che Bitetti aveva lasciato in anticipo il palazzo del comune. Fuori c’era una protesta e, a quanto si capisce, alcuni manifestanti avrebbero avuto atteggiamenti ritenuti minacciosi dallo stesso sindaco, al quale sarebbe stata impedita l’uscita: Bitetti allora è rientrato e ha presentato le sue dimissioni, con una lettera in cui ha menzionato una condizione di «inagibilità politica». Le sue dimissioni rischiano di creare un vuoto in un momento particolarmente importante per il futuro dell’ex ILVA: la legge prevede per i sindaci 20 giorni di tempo per confermarle o ritirarle.











