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Le tracce di sangue che sono rimaste all’ingresso del palazzo in cui è avvenuta l’aggressione. A destra il condominio dove è accaduto il fatto

Bologna, 29 luglio 2025 – Aleggia il silenzio, alla fine di via Francesco del Cossa, il giorno dopo il tentato femminicidio. Le tapparelle alle finestre dei palazzi sono quasi tutte abbassate e in pochi entrano o escono dai civici di fianco a quello della feroce aggressione. Dall’ingresso di casa della donna, invece, non proviene alcun suono o rumore. La quiete, dopo le grida strazianti. Dopo la paura e gli attimi di terrore che, domenica pomeriggio, hanno dipinto la piccola e stretta strada che si trova a una manciata di metri da via Battindarno, nel quartiere Santa Viola.

In mattinata, qualche vicino fa capolino dal portone e guarda le tracce di sangue che ancora macchiano l’asfalto, sia all’interno dello stabile sia all’esterno dell’edificio: scuote la testa, abbassa lo sguardo e si avvicina ad altri condomini. Che, a turno, fanno la stessa cosa. E tra di loro, come tra quei pochi che hanno il coraggio di parlare e di ripercorrere, con la mente e memoria, l’arrivo del 44enne, le botte e le coltellate inferte sulla ex, balena solo un unico pensiero: “Come sta?”, si chiedono, ripensando a quella donna che ora lotta tra la vita e la morte.