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29 LUGLIO 2025

Ultimo aggiornamento: 8:07

“Stop Genocide: quel messaggio durante la rappresentazione dell’Aida all’Arena di Verona l’ho inserito io. È stata una mia decisione personale per aderire alla giornata di protesta contro il genocidio in corso a Gaza. L’ho presa all’insaputa sia di Fondazione Arena, che dell’agenzia per cui lavoro”. Esce allo scoperto il dipendente della stagione lirica veronese, dopo lo scalpore creato poco dopo le 22 di domenica 27 luglio nell’anfiteatro romano, quando all’improvviso la scritta è apparsa sul tabellone elettronico (guarda il video), sull’ultimo gradone, alla destra del palco. Sullo sfondo della scritta c’era la bandiera palestinese e l’incursione non concordata, né prevista, ha suscitato la reazione positiva del pubblico, del coro e degli orchestrali, che hanno cominciato a battere i piedi, il modo che hanno per simulare l’applauso.

Francesco Orecchio ha 23 anni ed è un pianista veronese. Al momento non ci sono state reazioni ufficiali al suo gesto, immortalato dai telefonini, che ha fatto il giro del web. “Ho utilizzato l’incarico che avevo durante lo spettacolo dell’Aida per inserire la diapositiva con quella scritta”. Perché lo ha fatto? “Per aderire all’iniziativa nazionale, che si è sviluppata anche a Verona all’esterno dell’Arena. Sarei felice se Fondazione Arena aderisse al mio messaggio e lo inserisse stabilmente”. Al momento dai piani alti dell’ente lirico, che è presieduto dal sindaco di centrosinistra Damiano Tommasi e che ha come sovrintendente Cecilia Gasdia, è stata formulata solo la richiesta di conoscere l’identità dell’autore del gesto simbolico.