'Ne ho fatte di tutti i colori': il titolo del documentario di Marco Spagnoli sulla sua carriera, presentato nel 2014 al Festival di Roma, condensa le mille vite del primo press agent dello spettacolo italiano, addetto stampa delle star da Sophia Loren a Claudia Cardinale, morto oggi a Roma alla vigilia dei 93 anni, che avrebbe compiuto l'8 agosto.
Ironico, istrionico, esibizionista, geniale, spiritoso, una forza della natura oltre che del cinema, era noto a tutti nel mondo dello showbiz e ne rappresentava la memoria storica, fonte inesauribile di aneddoti e che ricordava alla perfezione.
Memorabile la frase dedicatagli da Giuseppe Tornatore: "L'Alzheimer? A te quando ti vede scappa".
Il più amato e più temuto degli uffici stampa dello spettacolo, era un personaggio egli stesso. Tutti gli attori volevano essere seguiti da lui, almeno fino a quando, all'età di 80 anni, ha deciso che era venuto il tempo della pensione. Nella sua abitazione ai Parioli al primo piano, con terrazzetta fiorita, sono passati praticamente tutti: memorabili le sue feste, con gli ospiti seduti sul lettone matrimoniale che giganteggiava in salotto, mentre intorno i mobili erano pieni di foto e di memorabilia. I suoi primi ricordi - raccolti in un libro uscito per Palombi editore e anche in una mostra celebrativa che fu allestita all'Ara Pacis a Roma, entrambi intitolati 'Purché se ne parli' - risalivano agli anni '50, tutti già nel segno dell'iperbole, della provocazione, del 'fatto' costruito ad uso di fotografi e stampa, al punto di finire nei dizionari con il termine 'lucherinata'.











