“In questo locale è vietato l’ingresso agli israeliani”. Un cartello che ricorda periodi bui da dimenticare quando l'ingresso a un esercizio commerciale qualsiasi era vietato a persone come tutte ma "diverse" solo per chi voleva avere una supremazia. Ma questo messaggio non è di tanti anni fa, è di questi giorni di fine luglio, comparso sulla porta del bar del terminal bus di Termoli, come ha denunciato il Quotidiano del Molise. Tante sono state le reazioni di indignazione e condanna del gesto, accanto anche a qualche dimostrazione di solidarietà, tanto che lunedì 28 luglio le forze dell'Ordine hanno provveduto a far rimuovere l’avviso ritenuto discriminatorio e contrario ai principi costituzionali. Il titolare del bar si è così giustificato: "Voleva essere una protesta contro la guerra in Palestina, non un gesto antisemita".
"Non voleva essere un atto razzista né antisemita – ha dichiarato al giornale locale - ma una forma di protesta contro ciò che sta accadendo a Gaza. Con il senno di poi capisco che il messaggio possa essere stato interpretato come offensivo o discriminatorio, ma non era questa l’intenzione". L'autore del cartello si è poi pentito della maniera usata: "Potevamo usare parole diverse ma il nostro gesto nasceva da un’indignazione profonda. Non ce l’ho con Israele come popolo, ce l’ho con la guerra".








