“Bisogna essere un po’ sinistroidi, con le boiserie anche nel cu**o per essere riconosciuti come attori in Italia. Io non sono quello e non faccio parte di quello”, aveva detto Michele Morrone in un’intervista a “Belve” mettendo nel mirino il “circoletto di sinistra” del cinema italiano. Un pensiero che aveva ribadito con un post social dopo la puntata: “Non mi sento parte di un cinema, quello italiano che se la canta e se la suona da solo, pieno zeppo di pregiudizi nei confronti dei “diversi” che se non hai studiato alla Silvio D’Amico o al centro sperimentale non sei nessuno, se non la pensi con il cuore a sinistra sei solo un fascista, se non usi scarpe Clark e non dai l’idea di essere trasandato, non sei un vero attore. Avete rotto il cazzo!”.
E ancora: “Pregiudizi di artisti che fanno i finti inclusivi democratici sinistroidi che dopo aver preso un cazzo di David si sentono dei scesi in terra e si concedono il lusso di fare della morale di Sinistra non perché ci tengono veramente al loro Paese, ma semplicemente perché fa figo fare l’attore impegnato nel sociale e nella politica. Tristi e finti poeti maledetti ubriachi Rimbaud e Baudelaire ma con lussuosi appartamenti e villini al mare (Rimbaud non c’aveva na lira). Siete più tristi delle vostre stesse idee”. Per poi criticare apertamente Luca Marinelli: “Gente che si sente male e ha sofferto per aver interpretato il ruolo del Duce ma che come per magia si riprende molto bene da questo tumulto dopo aver incassato 1.5 – 2 milioni di euro, patetici”.







