Alle 13 di oggi, dopo oltre 14 anni di lavori, la seconda canna del Traforo autostradale del Fréjus prende servizio. L’apertura al transito garantirà più alti standard di sicurezza al principale canale di collegamento e trasporto merci tra Piemonte e Francia, separando i flussi dei veicoli in marcia nelle due direzioni.

L’inaugurazione, alla presenza dei ministri dei Trasporti italiano e francese, Matteo Salvini e Philippe Tabarot, cade a poche ore dai disordini No-Tav lungo l’autostrada Torino-Bardonecchia. Ma sul piazzale del Traforo, lontano dall’area degli scontri, è una giornata di festa per i vertici delle due società autostradali che cogestiscono il Fréjus: il presidente di Sftrf, Christophe Castaner, e l’amministratore delegato di Sitaf, Claudio Vezzosi.

Oggi si concretizza il sogno di raddoppiare il primo tunnel, aperto nel 1980, con una galleria gemella che, oltre a ridurre i rischi di incidenti, in caso di emergenze renderà più agevoli ed efficaci gli interventi delle squadre di soccorso.

Caratteristiche tecniche della nuova galleria

La seconda canna del Fréjus corre quasi perfettamente parallela alla prima per circa 12,9 chilometri tra Bardonecchia e Modane, ma ha un diametro leggermente inferiore (otto metri), oltre a 34 rifugi di emergenza e sette by-pass carrabili di connessione tra i due tunnel. L’opera da 700 milioni di euro era stata progettata inizialmente come cunicolo di emergenza.