Marzo 2016: mentre molti in Occidente liquidavano l’evento come una semplice, benché affascinante, curiosità, in Asia orientale gli appassionati di Go, antico gioco da tavolo, assistettero in diretta, davanti agli schermi, attoniti e inquieti, all’inaspettata sconfitta per 4-1 del sudcoreano Lee Se-dol, uno dei più grandi campioni del gioco.
A superarlo fu AlphaGo, il programma di intelligenza artificiale specializzato sviluppato da Google DeepMind, capace di prestazioni, con tutta evidenza, sovrumane.
Dopo tre sconfitte consecutive, Lee Se-dol rimase letteralmente senza parole davanti alla mossa 37 della seconda partita e non riuscì a trovare alcuna contromossa valida.
Il suo riscatto arrivò nella quarta partita: un lampo di profonda intuizione strategica che gli valse una vittoria che definì “inestimabile, che non cambierei con nulla al mondo”.
Quel singolo successo divenne un riferimento non solo per i giocatori di Go, ma per chiunque voglia continuare a sostenere che l’ingegno umano possa ancora superare le capacità dei sistemi di intelligenza artificiale.






