Prosegue a Parigi la mostra organizzata presso l'istituto italiano di cultura sull'opera di Fausto Pirandello.
Attraverso oltre sessanta opere tra dipinti e lavori su carta, la mostra organizzata in occasione del cinquantenario della scomparsa del pittore, figlio del premio Nobel per la letteratura Luigi Pirandello, tratteggia il profilo di un artista prolifico e originale, capace con la sua ricerca solitaria e introspettiva di anticipare alcune delle più profonde tensioni della pittura del Novecento, da Lucian Freud ai figurativi contemporanei.
Nell'arco della sua cinquantennale carriera, Pirandello è passato dal confronto con la pittura francese - soggiornò a Parigi alla fine degli anni '20 - all'espressionismo degli anni tra le due guerre, fino al ritorno, nel periodo maturo, alla scomposizione cubista e infine a una rappresentazione esasperata e tragica dell'umanità. Il percorso della mostra si snoda attraverso sezioni tematiche che guidano il visitatore all'interno del suo universo pittorico, complesso e coerente.
La mostra si apre con la sezione dedicata al complesso legame tra Fausto Pirandello e il padre Luigi. Nell'estate del 1936, i due si ritrovarono ad Anticoli Corrado, villaggio alle porte di Roma noto per essere rifugio di artisti e intellettuali. La convivenza in quella stagione rappresentò un momento di dialogo ma anche di differenziazione artistica e identitaria: mentre Luigi elaborava le sue ultime opere teatrali, Fausto consolidava una visione pittorica autonoma, marcata da uno sguardo crudo e disincantato sulla realtà. La seconda sezione propone una selezione di autoritratti, genere nel quale Pirandello si cimenta per tutta la vita. Già a partire dal 1921, l'autoritratto si configura non come esercizio accademico, ma come specchio dell'anima. Negli anni della guerra, ritratti veloci e introspettivi raccontano un'esistenza inquieta, mentre nel dopoguerra il volto dell'artista si fa via via più scomposto e allusivo. Il percorso della mostra prosegue con un focus sul soggiorno parigino di Fausto Pirandello, che all'inizio del 1928 si trasferì nella capitale francese con la moglie, la modella anticolana Pompilia D'Aprile. Stabilitosi prima in rue Labrouste, poi nel XIV arrondissement in rue Bardinet, l'artista visse a Parigi un periodo di intensa scoperta e confronto con la modernità. Colpito dal Picasso neoclassico, sviluppò una pittura monumentale, fatta di nudi e nature morte intrisi di luce mediterranea.






