Gli ultimi tre soldati sono caduti in un altro fine settimana di sangue, di dure critiche e forti polemiche. Ma per l’esercito israeliano altre insidie serpeggiano sotto la linea. Un malessere che difficilmente approderà in superficie si starebbe diffondendo tra i riservisti, molti dei quali avrebbero fatto ricorso a quelli che sono stati definiti “rifiuti grigi” cioè al tentativo di sottrarsi alle chiamate dell’IDF adducendo problemi di salute o familiari, oppure i viaggi all’estero, o il mancato controllo della propria posta elettronica. Secondo diversi osservatori non si tratta di una diserzione su larga scala ma di una forma di resistenza individuale e silenziosa. Comunque, secondo Restart Israel almeno 12 mila riservisti si sarebbero fin qui sottratti.
L'aumento dei suicidi. E ci sono poi altri segnali che non sfuggono e preoccupano i vertici militari. I numeri dei suicidi di giovani che non riescono a liberarsi dagli orrori, dagli stress e dai tormenti di una guerra che si trascina da molti, troppi, mesi e si è aperta con un massacro senza precedenti perpetrato da Hamas il 7 ottobre 2023. Dai primi di luglio almeno tre militari si sarebbero tolti la vita, 19 dall’inizio dell’anno. Un conto tragico e difficile che non trova riscontri nell’ufficialità dei bollettini militari, ma che secondo varie ricostruzioni giornalistiche avrebbe ormai raggiunto la cifra complessiva di 44 morti.








