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Ultimo aggiornamento: 8:02

Durante il Simposio Europeo di Biologia Marina, in Norvegia, è stato proiettato il film: Ocean with David Attemborough. Arrivato a quasi cento anni, il grande documentarista vede la luce: l’Oceano è la parte più importante del pianeta, e quasi si rammarica di essersi quasi sempre soffermato sulla terra! Che poi non è vero: ha già realizzato documentari sul Pianeta Blu, ma pare che ci tenga a dire che quel che propone sia una novità. Forse se ne è dimenticato, succede a quasi cento anni. Così pone rimedio alla scarsa considerazione che abbiamo dell’oceano, e ci fa vedere con i suoi occhi quello che ha finalmente “scoperto”.

Le immagini sono straordinarie, non ne ho mai viste di così spettacolari… e io ne ho visti di documentari sul mare. Ho visto tante cose direttamente ma, nel film di Attemborough, ho visto cose che mai mi è capitato di vedere. Continuavo a fare OHHH, con la mente: il lato emotivo del mio cervello era estasiato, sorpreso, meravigliato: non vi pentirete di andare al cinema a vedere questo capolavoro.

La parte razionale del mio cervello, però, è rimasta profondamente delusa. Ho abbastanza anni da aver conosciuto (decenni fa) Sir Frederick Russell che, assieme a Sir Charles Maurice Yonge, partecipò ad una spedizione nella Grande Barriera Corallina, nel 1928-1929. Attemborough, anche lui Sir, presenta come scoperta sconvolgente che, nelle barriere coralline, la funzione delle piante sia svolta da alghe unicellulari che vivono in simbiosi nei tessuti dei coralli. Fu proprio il mio amico Russell, assieme a Yonge, a scoprire il segreto dei coralli, strutturalmente animali, funzionalmente piante. Se, dopo cento anni, la scoperta continua ad essere generatrice di meraviglia… allora significa che la divulgazione scientifica ha fatto, e fa, male il suo mestiere.