Mentre il conflitto armato tra Cambogia e Thailandia ha già provocato almeno 34 morti e oltre 168mila sfollati in appena quattro giorni, gli Stati Uniti cercano di ritagliarsi un ruolo da protagonisti nel difficile processo di mediazione. Il segretario di Stato Marco Rubio e il presidente Donald Trump si sono spesi pubblicamente per spingere le parti a negoziare un cessate il fuoco, ma lo sforzo diplomatico americano è apparso finora più orientato a difendere interessi strategici ed economici che a promuovere una vera soluzione politica nella regione.

I due leader statunitensi hanno intensificato i contatti con i rispettivi omologhi regionali, auspicando un cessate il fuoco “il prima possibile”. Lo scenario potrebbe cambiare già oggi: a Kuala Lumpur, capitale della Malesia, si tiene infatti un incontro ad alto livello tra il premier cambogiano Hun Manet e l’omologo tailandese Phumtham Wechayachai, con la mediazione del premier malese Anwar Ibrahim, presidente di turno dell’ASEAN.

“Il presidente Trump ed io restiamo in stretto contatto con le nostre controparti di entrambi i Paesi”, ha dichiarato Rubio in una nota pubblicata sulla piattaforma X. “Monitoriamo la situazione molto da vicino e vogliamo che questo conflitto finisca il prima possibile”. Rubio ha inoltre reso noto che funzionari del Dipartimento di Stato saranno presenti ai colloqui odierni in Malesia per “supportare attivamente gli sforzi di pace”.