L’incipit era fulminante. «Se il Corvetto avesse il mare sarebbe una piccola Rio de Janeiro». A quanti rischiassero di trasalire ascoltando l’esordio del video pubblicato sull’account Instagram di Beppe Sala, sarebbe bastato pazientare pochi istanti, giusto il tempo che i tre metri del Signurun de Milan — prudenziale didascalia a spiegare l'associazione con il più celebre Cristo redentore carioca — facessero capolino alle spalle del sindaco, scravattato in panchina a discettare di vizi e virtù del quartiere nella penultima puntata di una serie social che si sarebbe conclusa lo scorso 21 dicembre alla Barona. Da lì in poi silenzio, il sindaco non posta più: e però, a colmare il vuoto nel feed di elettori e aspiranti tali, ci hanno ora pensato i colleghi di giunta, alfieri di un video protagonismo (verticale) un tempo monopolizzato o quasi dal solo primo cittadino.
A Milano la «svolta social» degli assessori: video Instagram, dirette e abiti casual. Così la politica ammicca alla Gen Z (o ci prova)
Se il sindaco Sala non posta da dicembre, il resto della giunta è iperattivo su Instagram (con risultati alterni): chi si affida agli esperti, chi punta sul fai da te. Sacchi il più seguito, deserto il profilo dell'ex Tancredi












