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In Argentina da due settimane sono scaduti i poteri straordinari che il parlamento un anno fa aveva concesso al presidente Javier Milei, per rispondere all’emergenza economica. Gli permettevano di fatto di governare per decreto senza passare dal parlamento, dove il suo partito, La Libertad Avanza, è in forte minoranza. Da allora l’opposizione ha approvato in parlamento una serie di leggi che vanno contro le politiche economiche del presidente, innescando una crisi politica che Milei sta affrontando a suo modo, cioè litigando apertamente con tutti, senza mediazioni. L’Argentina è anche in fase di campagna elettorale, in vista delle elezioni di metà mandato di fine ottobre: saranno decisive per valutare la solidità del sostegno a Milei, ma anche per ridisegnare almeno in parte gli equilibri parlamentari.
Milei è presidente dal dicembre 2023, eletto con un programma ultraliberista e di destra: in parlamento non ha mai avuto la maggioranza, ma a giugno 2024 era riuscito a far approvare con l’appoggio delle formazioni della destra tradizionale la cosiddetta legge bases. È composta da 238 articoli, contiene tutta una serie di riforme e concedeva un anno di poteri straordinari al presidente per portarle avanti per decreto. Quei poteri sono scaduti il 9 luglio.







