Quattro mesi fa, quando col suo Liberation Day, minacciò di spingere verso l’infarto l’economia mondiale con una muraglia di dazi, la repentina reazione dei mercati e della Cina costrinse Donald Trump a una marcia indietro. Sembrava la fine di un incubo. Una settimana fa, in piena tempesta Epstein, un presidente che, per anni aveva denunciato un deep state pedofilo da spazzare via appena tornato alla Casa Bianca, aveva dichiarato il caso chiuso, sembrò improvvisamente vulnerabile.