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Domenica alle 18 Spagna e Inghilterra si affrontano nella finale degli Europei femminili di calcio allo stadio Sankt Jakob-Park di Basilea, in Svizzera. Con modi di giocare diversi, più dominante e spettacolare la prima, più intenso e caparbio la seconda, si sono dimostrate le squadre migliori del torneo, riuscendo a superare le semifinali ai tempi supplementari anche con un po’ di fortuna (soprattutto l’Inghilterra, contro l’Italia).
Non è una finale sorprendente se si considera che nel 2023 la stessa partita assegnò i Mondiali di calcio (vinse la Spagna 1-0) e che l’Inghilterra è campione d’Europa in carica, avendo vinto il torneo tre anni fa. Non è molto, tuttavia, che sono diventate le due nazionali migliori d’Europa: la Spagna, per dire, non ha mai giocato una finale degli Europei finora, e l’Inghilterra prima del 2022 non li aveva mai vinti.
La loro ascesa è stata insomma piuttosto rapida e dirompente, oltre che per certi versi istruttiva per altri paesi, come l’Italia, che puntano ancora troppo poco sul calcio femminile. In particolare la Spagna fino al 2015 non si era mai qualificata per i Mondiali, e nel 2019 era stata eliminata agli ottavi di finale. Quattro anni dopo li aveva vinti, facendosi apprezzare per lo stile di gioco divertente e riconoscibile, centrato sul controllo del pallone, sui passaggi e sulla libertà creativa lasciata alle sue tante calciatrici talentuose, a cominciare dalle vincitrici degli ultimi quattro palloni d’oro (due a testa) Alexia Putellas, già 3 gol e 4 assist in questi Europei, e Aitana Bonmatí, decisiva in semifinale con un suo gol alla Germania.













