Potrebbe esserci un giovane facoltoso, amico di Martina Ceretti, al centro della vicenda degli audio e delle chat rubati a Raoul Bova e poi divulgati da Fabrizio Corona: un caso che ha portato inevitabili scossoni nella vita privata di uno degli attori più affascinanti d'Italia. Ad essere indagato nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Roma - che ha aperto un fascicolo per tentata estorsione ai danni dell'attore - è Federico Monzino.

Il 29enne imprenditore milanese, è l’ultimo erede di una delle famiglie più influenti del capoluogo lombardo. È anche considerato una sorta di pr noto negli ambienti vip milanesi. Nipote di Tullio Monzino, imprenditore che nel 1970 entrò nel cantiere Cranchi Yacht, prosegue l’attività di famiglia nel settore nautico in qualità di co-proprietario del brand. Inoltre gestisce un portafoglio immobiliare rilevante tra Milano e altre città. Il cognome Monzino è legato anche alla nascita della catena Standa e del Centro Cardiologico Monzino.

Audio e messaggi rubati a Raoul Bova: indagato un pr amico della modella Ceretti

Sarebbe stato lui, secondo le testimonianze raccolte, a girare i file a Fabrizio Corona e dalle prime ipotesi avrebbe precedentemente inviato gli sms per i quali Bova ha denunciato i presunti ricatti: messaggi per i quali si ipotizzerebbe il tentativo estorsivo. Intanto gli investigatori hanno sequestrato anche il cellulare della modella: quello smartphone è stato il primo destinatario di quegli audio privati ed è per questo in corso l'analisi del traffico telefonico sull'apparecchio. Gli inquirenti stanno tentando di capire quale sia la posizione della giovane influencer, per confutare qualsiasi dubbio e poter confermare la sua buona fede su quanto è accaduto. Ma in pasto ai fan e al popolo dei social ci sono conversazioni di una presunta relazione (già così era stata definita dalle voci del gossip) che ormai sarebbe già finita. A chiudere definitivamente la liason - a quanto raccontano conoscenti dell'attore - potrebbe essere stata proprio la vicenda dei presunti ricatti sulla diffusione di quelle frasi intime sussurrate alla modella 23enne, ma che non sarebbero recenti. Prima della denuncia alle autorità da parte dell'attore, più di un messaggio era giunto al suo cellulare da un numero di telefono che lui non conosceva: sono messaggi in cui si fa riferimento a quegli audio con richieste diventate gradualmente «nemmeno troppo velate».