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Questa settimana il tribunale di San Marino ha respinto, in primo grado, il ricorso che aveva presentato TikTok per chiedere l’annullamento di una multa di 3,5 milioni di euro che aveva dovuto pagare a inizio anno per violazione dei regolamento sulla privacy sanmarinese. TikTok ora potrebbe ricorrere in appello, ma la conferma della sanzione è un risultato importante per l’Autorità garante per la protezione dei dati personali di San Marino, che già in passato aveva mostrato di sorvegliare con attenzione le grandi piattaforme con un provvedimento milionario nei confronti di Meta (la società che gestisce Facebook, Instagram e WhatsApp).
L’Autorità aveva sanzionato TikTok accusando il social network di non avere un sistema affidabile per la verifica dell’età dei propri utenti, come richiesto dal regolamento sulla privacy di San Marino. La legge ricalca fortemente il GDPR, il regolamento dell’Unione Europea per la protezione dei dati personali, e richiede che si possano iscrivere ai social network le persone con più di 16 anni, altrimenti è necessario il consenso da parte di chi ha la responsabilità genitoriale.
Come per altri social network, nella procedura di iscrizione a TikTok è necessario dichiarare di avere l’età consentita per iscriversi, ma non viene svolto alcun tipo di controllo. Per l’Autorità di San Marino la mancanza di una effettiva verifica viola quindi il regolamento sulla privacy e per questo a inizio anno aveva multato TikTok chiedendo 3,5 milioni di euro. La società aveva pagato la multa, ma aveva poi impugnato il provvedimento, ora confermato dal tribunale.






