Il calendario segna -10.
Tanti sono i giorni che mancano al 6 agosto, giorno in cui scadrà - da statuto - il primo mandato da presidente M5s di Giuseppe Conte. Nessuno, in verità, vive questo countdown con ansia o patemi d'animo, il bis viene dato in cassaforte partendo dall'elezione quasi plebiscitaria di quattro anni fa quando Conte ottenne il 92,8% dei consensi grazie al voto dei 67.064 partecipanti su 115.130 aventi diritto.
Non è da sottovalutare, però, come la richiesta di una conferma di Conte giunga nel pieno delle complesse trattative sulle regionali, con l'ala dei 'duri e puri' del movimento (e molti dissidenti di fede grillina ancora regolarmente iscritti) che si mostra refrattaria ai compromessi politici che possano prevedere ritocchi al ribasso alla scala valoriale pentastellata (leggi eventuale sostegno a Ricci, indagato nelle Marche). Ma, confida più di uno nel Movimento, questo eventuale fattore 'sorpresa' potrà al massimo incidere sulla percentuale del risultato finale.
Vista però la scadenza del mandato in pieno periodo estivo - in perfetta sincronizzazione con l'inizio delle ferie politiche - non viene escluso, anzi semmai dato per scontato, un possibile slittamento della consultazione degli iscritti: di qualche settimana o, più probabilmente, a settembre.






