Prima i colpi d’ascia alla testa, poi le fiamme per cancellare le tracce. Orrore in Polonia, dove un prete di 60 anni è stato arrestato con l’accusa di aver ucciso con “particolare crudeltà” un senzatetto di 68 anni. Si tratta di Mirosław M., arrestato e accusato di omicidio con particolare crudeltà per l’omicidio di Anatol Cz.. L’Arcivescovo di Varsavia, Adrian Galbas, ha reagito con sgomento e fermezza, chiedendo immediatamente al Vaticano di ridurre allo stato laicale il sacerdote, la massima pena prevista dal diritto canonico.
Secondo la ricostruzione fornita da Aneta Góźdź, portavoce della Procura distrettuale di Radom, la terribile violenza si è consumata nella tarda serata di giovedì 24 luglio in Polonia. Il prete e la vittima si trovavano insieme in un’auto nel comune di Tarczyn quando è scoppiata una lite. Il diverbio, spiegano gli inquirenti, sarebbe nato da un “accordo di donazione” in base al quale il sacerdote si era impegnato a fornire “assistenza e cura per tutta la vita” al senzatetto. La discussione è degenerata proprio riguardo al “futuro alloggio” dell’uomo. A quel punto, il sacerdote avrebbe aggredito la vittima, colpendola alla testa con un’ascia, per poi cospargerla di liquido infiammabile e appiccare il fuoco. L’omicida si sarebbe poi allontanato in auto, spaventato dalla luce di una bicicletta che si stava avvicinando. È stato proprio il ciclista a trovare il corpo di Anatol Cz. avvolto dalle fiamme e a chiamare i soccorsi. L’esito dell’autopsia, ha aggiunto la portavoce, è agghiacciante: “La vittima ha subito ustioni che coprivano l’80% del corpo e ferite alla testa causate da un oggetto pesante e affilato”.







