Forse non ci facciamo nemmeno più caso, ma Milano è rallegrata dagli zampilli di ben 110 fontane, tra storiche – come quella di piazza Fontana realizzata nel 1782, la più antica di tutte – e contemporanee, piccole o monumentali, sparse per tutta la città. Funzionano tutto l’anno, estate e inverno, notte e giorno senza interruzioni, a differenza di altre città europee che d’inverno, o dopo il tramonto, le spengono. A renderlo possibile è il lavoro quotidiano e capillare dell’Unità Fontane e Monumenti, l’ufficio comunale dal quale ogni mattina escono i tecnici per controllare –municipio per municipio – che foglie o rifiuti non abbiano ostruito scarichi e zampilli, e che vasche e monumenti non siano stati vandalizzati o coperti da graffiti. «È un lavoro quotidiano, tanto importante quanto invisibile: i milanesi ne vedono solo l’effetto finale, non immaginano cosa può esserci dietro a ogni fontana pulita e funzionante, che regala bellezza ed eleganza», racconta l’architetto Alfredo Bonfanti, responsabile dell’Unità dal 2002.
Alfredo Bonfanti, l'architetto che cura le 110 fontane di Milano: «Per difenderle da vandali, smog e sabbia del Sahara servono 80 mila euro al mese»
Funzionano tutto l'anno, 24 ore al giorno. Ogni mattina i tecnici girano la città per controllare lo stato di manutenzione: «I milanesi non immaginano cosa c'è dietro una fontana pulita e funzionante, che regala bellezza ed eleganza»








