Ferite profonde su entrambe le gambe, segno che Anastasia Trofimova potrebbe essere stata trascinata quando era ancora viva, ferendosi con la vegetazione del parco di Villa Pamphilj, dove il suo corpo è stato trovato il 7 giugno, occultato sotto a un cespuglio e coperto da un telo nero, a pochi metri da quello della piccola Andromeda. Un altro tassello che porta nella direzione del duplice omicidio, per mano di Charles Francis Kaufmann. Gli inquirenti hanno pochi dubbi, visto il contesto in cui è stato ritrovato il corpo della 28enne - e gli ormai noti episodi di violenza del 46enne californiano nei suoi confronti - che non sia morta per cause naturali ma che, a toglierle la vita, sia stato proprio lui, il suo compagno e padre di sua figlia. Mentre per la piccola di 11 mesi (uccisa tra il 5 e il 6 giugno) l’autopsia è riuscita a stabilire che è stata picchiata e soffocata, per Anastasia gli accertamenti in sede autoptica sono stati più complessi.

Il corpo della 28enne russa, nonostante sia stato ritrovato a pochi giorni dal decesso (avvenuto con ogni probabilità tra il 3 e il 4 giugno) era già in gran parte in avanzato stato di decomposizione. Ma non le sue gambe, sulle quali c’erano diverse escoriazioni, alcune molto profonde. Dai primi esami emerge che quelle ferite sono compatibili con tagli da trascinamento a contatto con la vegetazione e che sono state inflitte quando Anastasia era ancora viva. Trovandosi nella parte anteriore, fanno pensare che Kaufmann, durante una colluttazione, l’abbia trascinata almeno per un breve tratto nel parco o che la vittima, tramortita, abbia provato a fuggire strisciando. Nel giro di poche settimane, poi, sono attesi i risultati degli esami istologici che potrebbero escludere definitivamente ogni ipotesi di morte naturale e rafforzare ancora di più la pista del duplice omicidio. Fra le ipotesi quella che la donna, nata a Omsk, in Siberia, sia stata soffocata.