Caro Direttore, a parole tutti partiti, tranne la Lega, sono concordi che un condono fiscale è la legittimazione di un atto illecito, un premio per chi ha violato le leggi, un gettare la spugna da parte dell'Amministrazione tributaria, una delegittimazione delle imposte come strumento democratico di finanziamento della cosa pubblica. Eppure si continua a farli, da anni e anni, per rincorrere un gettito immediato con uno strumento palesemente immorale, che suona come uno schiaffo ai contribuenti onesti. Ma se davvero si crede che i condoni, fiscali ed edilizi, siano uno sfregio allo Stato di diritto, perché non vietarli una volta per tutte? Una norma costituzionale che li proibisca sotto ogni forma o denominazione sarebbe l'unico segnale serio contro questa ipocrisia di Stato.
Umberto Baldo
Abano Terme
Caro lettore, non mi addentrerei in un dibattito sulla moralità o meno dei condoni fiscali. Spesso le decisioni di un governo sono dettate dallo stato di necessità che fa passare in secondo piano le valutazioni etiche. Piuttosto bisognerebbe interrogarsi sull'effettiva utilità dei condoni e sulle ragioni che sono all'origine del loro ripetuto ricorso, più o meno mascherato, da parte di governi di ogni colore politico.






