Con una media di circa 37 mila voli al giorno in questo periodo, in Eurocontrol — l’organizzazione intergovernativa che coordina le operazioni di controllo del traffico aereo di 42 Paesi — hanno un bel po’ da fare. Non solo perché è la prima volta che i movimenti in alta quota superano quelli del 2019, pre Covid. Ma anche perché il cielo del continente si è ristretto del 20% per il conflitto in Ucraina, il Medio Oriente continua a restare instabile, il riscaldamento globale scatena con maggiore frequenza perturbazioni significative che costringono a deviare le rotte o a chiudere alcune «autostrade» dei cieli, in certe zone i controllori di volo continuano a non fornire un servizio adeguato e le esercitazioni militari sono quasi all’ordine del giorno.