VENEZIA - Prima di martedì il tavolo nazionale del centrodestra non tornerà a riunirsi: la premier oggi e domani è in Etiopia per il vertice delle Nazioni Unite sulla sicurezza alimentare. Probabile che in settimana - si parla di mercoledì - Giorgia Meloni, Antonio Tajani, Matteo Salvini Maurizio Lupi tornino a riunirsi per affrontare il nodo delle elezioni regionali e, soprattutto, per chiarire chi si prenderà il Veneto. Perché, come tutti ripetono, è vero che si vuole dare un seguito alla «continuità» del centrodestra, ma ancora non è chiaro chi prenderà il posto di Luca Zaia (e neanche cosa farà Zaia). La domanda è stata rivolta ieri al segretario della Lega a margine di un sopralluogo al cantiere del passante Alta velocità di Firenze: «Votano sei regioni - ha detto Matteo Salvini -, quindi è chiaro che non posso chiedere tutto dappertutto. La priorità, per quanto riguarda la Lega, è evidentemente proseguire col buon governo decennale in Veneto, questo è evidente».
In ballo c’è anche la lista Zaia. Alle elezioni regionali del 2020 l’attuale governatore fu riconfermato per la terza volta con il 76,8% dei voti e la sua lista ottenne il 44,6% dei consensi. Chiaro che i leghisti veneti spingono perché la lista Zaia venga ripresentata, ma gli alleati non ci sentono: un conto - è stato detto - è la lista del candidato presidente (dove troverebbero posto candidati consiglieri proposti da tutti i partiti della coalizione), altra cosa è la lista dell’ex presidente (che - è il timore - porterebbe via voti agli altri partiti). I più, comunque, sono convinti che nel centrodestra non saranno prese decisioni fino alla fine di agosto.








