Un’altra medaglia sul petto gagliardo di una donna sola al comando. Nientemeno che la copertina più prestigiosa del giornalismo, quella dell’americano Time, dove compare con lo sguardo fiero e sfidante, accanto a un titolo che ulteriormente la onora: «Giorgia Meloni, dove sta portando l’Europa». Con l’attribuzione esplicita che è lei, e non Ursula von der Leyen o qualche altro esponente di peso, a determinare la rotta di questa parte di Occidente in un momento tanto complicato. Il nostro presidente del Consiglio (lei preferisce la definizione al maschile), prima donna a diventarlo, capo di un governo che è già il quinto più longevo della Repubblica, incassa così un tributo tanto utile alla sua immagine quanto forse inaspettato, vista appunto la contingenza delicata in patria e fuori. La maggioranza di cui è premier non attraversa il periodo di massima coesione, anzi. La decisiva partita dei dazi con Trump, unita alle irrisolte e sempre più laceranti questione Ucraina e massacro di Gaza, rendono la scena mondiale agitata come mai da tempo. Può essere davvero lei una delle carte a sorpresa per uscire da questo caos?
Non che Time sia la Bibbia. Per la crisi che coinvolge tutta l’informazione, da settimanale è diventato quindicinale. La doppia edizione, con una versione per l’estero, è stata abolita. Ma mantiene comunque una media di un milione di copie a numero e un prestigio internazionale indiscutibile. Essere scelti come personaggi del momento vale più di un’onorificenza al merito. E non è capitato a molti italiani. Per ironia della sorte e delle radici, il primo fu Benito Mussolini (1923). Tra gli altri, nella versione più pregiata, Gianni Agnelli (1969) e Giorgio Armani (1982). Come politici, ma nell’edizione europea, Silvio Berlusconi (2011), Mario Monti (2012) e Matteo Salvini (2018). Adesso la corona è calata sulla testa di Giorgia, 48 anni, in politica da quando ne aveva 21 (consigliere provinciale a Roma per Alleanza Nazionale).










