L’arca di cartapesta

6 € al mese

Ariane Pereira Bezerra Da Silva, 31 anni, brasiliana

Milano – “Era il ragno al centro della tela: gestiva e smistava le informazioni”. Informazioni in arrivo dalla madre e inoltrate in tempo reale al fidanzato, con un ruolo da “ufficiale di collegamento” che l’ha resa “parte integrante del gruppo che ha ideato, organizzato e supportato l’omicidio di Fabio Ravasio”. Ecco perché la trentunenne brasiliana Ariane Pereira Bezerra Da Silva è stata fermata dai carabinieri della Compagnia di Legnano e portata in carcere a Como con l’accusa di aver partecipato all’assassinio camuffato da incidente stradale andato in scena alle 19.50 del 9 agosto 2024 a Parabiago.

Il pm Ciro Caramore le ha cucito addosso i panni della co-protagonista, complice consapevole della madre Adilma e degli operativi assoldati dalla sacerdotessa del Candomblè nella cerchia ristretta di parenti, ex mariti, amanti e amici. Tutti insieme con un unico obiettivo: uccidere il cinquantaduenne titolare del Mail Boxes di Magenta. Che Ariane non fosse all’oscuro delle trame nere ordite dalla “mantide” era già emerso l’anno scorso, quando alcuni degli arrestati della prima ora ricostruirono le fasi dell’occultamento della Opel Corsa usata per travolgere il ciclista Ravasio, ritrovata nel garage della villa di via delle Orchidee dove la donna viveva fino a poche ore fa col compagno ai domiciliari Fabio Lavezzo.