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26 LUGLIO 2025
Ultimo aggiornamento: 18:03
Nelle principali città migliaia di scozzesi lo hanno contestato in proteste proteste tenute a distanza dall’imponente apparato di sicurezza messo in piedi dalla polizia locale. Intanto lui, Donald Trump, ha passato la giornata a giocare a golf nei suoi resort di lusso. Il presidente degli Stati Uniti è impegnato da ieri in una visita privata in Scozia e si è goduto il sabato sul green con suo figlio Eric e con l’ambasciatore degli Usa a Londra, Warren Stephens, in uno dei due resort-golf club di lusso che la sua famiglia possiede nel verde della nazione settentrionale del Regno Unito, terra d’origine di sua madre: quello di Turnberry, nella pittoresca contea dell’Ayrshire, da dove ha rivolto sorrisi e saluti a giornalisti e troupe tv al seguito. Da lunedì dovrebbe spostarsi invece nel secondo resort scozzese di sua proprietà, a Menie, nell’Aberdeenshire, dove inaugurerà di un nuovo campo per golfisti vip, destinato a essere aperto alla clientela dal 13 agosto.
La Police Scotland – il cui impegno costerà secondo alcuni conti fino a 1,4 milioni di sterline alle casse pubbliche dell’isola – ha tenuto dal canto suo lontano un gruppetto di manifestanti giunto a protestare fin nell’Ayrshire, dove si è visto pure qualche sostenitore del tycoon, con tanto d’insegne del movimento Maga (Make America Great Again). Mentre diverse centinaia di dimostranti raccolti sotto le bandiere del collettivo “Stop Trump Coalition“, si sono radunati a distanza nelle principali città scozzesi, scandendo slogan e innalzando cartelli ostili al presidente-magnate: contestato sia per le sue politiche, sia per l’impatto ambientale dei suoi affari privati. “Trump non è gradito in qui“, si poteva leggere su uno striscione; “la Scozia odia Trump“, recitava un altro. Vari partecipanti hanno poi additato il leader della Casa Bianca ai media come “un megalomane” o come “un amico di Jeffrey Epstein“, defunto faccendiere pedofilo americano.











