La settimana scorsa è stata scritta una brutta pagine della storia dell’Ue. La Commissione europea ha presentato le proposte sulle prospettive finanziarie (Qfp) e sulla riforma della prossima politica agricola comune (Pac), sbagliando sia nel metodo che nei contenuti.
Per quanto riguarda il metodo forse mai come questa volta la Commissione ha deliberatamente ignorato il parlamento europeo, nel quale siedono i rappresentati eletti direttamente dai cittadini europei. Ne ha totalmente ignorato il voto contrario al Fondo Unico espresso da una larga maggioranza di Eurodeputati nella plenaria di Strasburgo! Ció nonostante il Fondo Unico è diventato il perno della proposta della Von der Leyen! Nello stesso collegio il Commissario Hansen, che pure è stato parlamentare di lungo corso, ha voluto presentare la sua proposta di riforma senza neanche aspettare le indicazioni che la Commissione agricoltura del parlamento europeo si apprestava a votare. Sono veri e propri ceffoni, quelli dati al parlamento Ue in questo primo scorcio della legislatura Von der Leyen, che viene di fatto sistematicamente marginalizzato nel processo decisionale: così si tradisce l’idea fatta propria dal Trattato di Lisbona, di mettere il parlamento europeo al centro della vita democratica dell’Unione. Doveva essere una delle leve per avvicinare cittadini e istituzioni europee, stiamo, invece, purtroppo percorrendo la strada inversa, sicuramente la migliore per approfondire il solco tra la società e i palazzi di Bruxelles.







