Eugenia Roccella, ministra per le pari opportunità e la famiglia, nel rapporto sull'occupazione (Employment Outlook 2025), l'Ocse segnala che le politiche per la natalità, senza strumenti per l'occupazione, rischiano di incidere negativamente sul Pil. Che ne pensa?

«Mi sembra un'impostazione un po' superata. In Italia abbiamo avuto immediati risultati proprio sul fronte dell'occupazione femminile, accompagnando le misure di natalità con quelle per il sostegno al lavoro. Dai dati emerge che le donne vogliono più sicurezza rispetto al progetto genitoriale, come il raggiungimento degli obiettivi di autonomia economica e di carriera».

Quindi, questo equilibrio tra incentivi alla maternità e occupazione, in Italia, già c'è?

«Faccio notare che se per i risultati sulla natalità serviranno anni, i primi risultati sull'occupazione femminile sono stati già raggiunti, come dimostra l'innalzamento record. Il problema è che la denatalità sta diventando una questione mondiale molto più ampia, nonostante sia emersa solo in parte nel dibattito pubblico».

Si tratta di una questione culturale?