Ascoli Piceno come Milano. La storia risale allo scorso 19 luglio e sembra molto simile a quanto accadde nel capoluogo lombardo dove perse la vita, durante un inseguimento con le forze dell'ordine, Ramy Elgaml. Questa volta a raccontare la vicenda sono tre carabinieri, Dino Baiocchi, Giuseppe Meco e Simone Valentini, in quel momento in borghese e impegnati ad allestire un posto di blocco con un’autocivetta, una Renault Megane, per l’avvicinarsi di un mezzo sospetto. A bordo della Fiat Idea - spiega Il Tempo - c’erano due italiani, pregiudicati, di 31 e 54 anni, Loris Giovanni Cena Belletti ed Emiliano Diglaudi. I due sono sospettati di far parte di un’organizzazione dedita ai furti in appartamento e alle truffe agli anziani.

La ricostruzione vede Baiocchi scendere dall’auto e qualificarsi, mostrando la paletta per poi procedere con l’identificazione dei due soggetti all’interno del veicolo fermato. A quel punto Cena Belletti, l'uomo alla guida, ha tentato l’investimento del carabiniere, che ha riportato lesioni guaribili in dieci giorni buttandosi a terra per evitare di essere colpito. Da qui ecco partire l'inseguimento. Coadiuvati da un'altra gazzella della Polizia, i carabinieri hanno tenuto il passo dei fuggitivi e, dopo un breve tallonamento ed affiancamento l’autista della Fiat ha speronato la Renault, perdendo il controllo dell’auto e andando a sbattere contro il guardrail. La vicenda si è conclusa con lesioni guaribili in 7 giorni per Valentini e in 10 per Meco, mentre Diglaudi, il 54enne passeggero, è stato sbalzato fuori dall’abitacolo, trasportato in elicottero all’ospedale Torrette di Ancona, dove è stato ricoverato con lesioni (ad un polmone) personali guaribili in 50 giorni.