L’altra sera ho visto e ascoltato in tivù l’ex ministro Gennaro Sangiuliano: era in diretta dalla sede Rai di Parigi, dove attualmente lavora con l’incarico di corrispondente. Se posso dire: un collegamento perfetto. Quando si è congedato, ho pensato alla sua nuova vita e a ciò che m’aveva spiegato al telefono, l’ultima volta che ci eravamo sentiti: «Credimi: sono davvero felice, qui, in Francia». Sembrava sincero. Qualcuno, poi, mi ha raccontato di certe sue pressioni per tornare a fare politica, che è il suo vero e antico amore. Mi sono sorpreso? No. Se davvero Sangiuliano sta chiedendo questo, ai capi del centrodestra, e cioè di avere una nuova possibilità, ha ragione: fa bene a chiedere, e non dico a pretendere. Perché, guardate: è l’unico ministro di questo esecutivo ad essersi dimesso. E per cosa? Guidava la Cultura e, giusto un anno fa, si scoprì che aveva scapocciato per una biondona. Grave? Inopportuno, diciamo. Ma c’è di ben peggio, in giro.