Ambiguo, timido, reticente, incomprensibile, sconcertante.
E' varia la gamma di aggettivi che l'opposizione riserva al ministro degli Esteri Antonio Tajani, accusandolo insieme alla premier e al resto del governo di non saper assumere una posizione "chiara e coraggiosa" come quella che da ultimo ha visto la Francia schierarsi per il riconoscimento dello Stato di Palestina.
"L'Italia è per la soluzione due popoli e due Stati - argomenta il vicepremier e leader di Forza Italia - ma il riconoscimento del nuovo stato palestinese deve avvenire in contemporanea con il riconoscimento da parte loro dello Stato di Israele". Una posizione messa poi nero su bianco nel documento politico finale, votato all'unanimità dal Consiglio nazionale di Fi.
La scelta del francese Emmanuel Macron non convince fino in fondo neppure il presidente della Camera Lorenzo Fontana. "La domanda che mi facevo era se aiuta a risolvere o ad aggravare" la situazione. "Da un lato può aiutare a depotenziare Hamas.
Dall'altro il rischio è che Israele, sentendosi accerchiata, possa reagire. La cosa non mi vede contrario, però non so se si risolve il conflitto", osserva durante la tradizionale cerimonia del Ventaglio.















