Il ritiro di Carlos Alcaraz dal Masters 1000 di Toronto è diventato un vero e proprio caso in Spagna. Dopo la sconfitta in finale a Wimbledon, il numero 2 del mondo ha deciso di prendersi qualche giorno in più di pausa, rinunciando a un torneo che poteva avvicinarlo a Jannik Sinner in classifica. La scelta ha diviso i tifosi: c’è chi la interpreta come mancanza di concentrazione e chi, al contrario, la legge come segno di maturità.
Sui social e sui media spagnoli non sono mancate le critiche. Alcuni hanno descritto Alcaraz come un giocatore distratto, più interessato alla mondanità che alla programmazione. Ma il quotidiano Marca ha offerto un’analisi diversa, sottolineando quanto il murciano stia imparando a gestirsi: “Non riposa per debolezza, ma per maturità. Perché sa che il tennis non si vince solo in campo, ma anche con la gestione”. Dopo un tour de force su terra ed erba, la fatica accumulata era evidente “in ogni gesto, in ogni sessione di allenamento”.
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E ancora: “Invece di forzare la macchina, Charly sceglie di affinarla — prosegue Marca —Non giocare in Canada significa perdere il ritmo competitivo, certo. Significa anche esposizione, partite difficili e adattamenti sui campi in cemento. Ma la pausa potrebbe avere più valore di quanto sembri. L’aspetto fisico è parte della discussione, ma quello mentale non è meno importante”.






