Si sente l’uomo più popolare d’Italia. È ossessionato dal sesso e dai soldi, che nasconde nei muri di casa e vorrebbe portarsi nella bara. Dice che gli manca solo la politica, ma ci penserà dopo i 60: «Anche se preferisco morire piuttosto che invecchiare». FABRIZIO CORONA si mette (come sempre) a nudo, raccontando (ammette lui stesso) un buon 80% di bugie

di Claudio Sabelli Fioretti

Un ego incredibile e spropositato. Il più narciso dei narcisi. C’è qualcuno più intelligente di lui? No. C’è qualcuno più bello? No. C’è qualcuno più simpatico di lui? Più sensuale? No. E chi lo dice? Lui, ovviamente. E lui chi è? È Fabrizio Corona, il re dei paparazzi, l’uomo che creò l’agenzia fotografica Corona’s (avrebbe potuto chiamarla diversamente?), vendendo per cifre astronomiche ai settimanali italiani servizi a volte stupendi, a volte sensazionali, a volte palesemente falsi. A volte, addirittura, non li vendeva nemmeno. Semplicemente li faceva sparire, consegnandoli a richiesta alle persone ritratte, magari perché fotografati all’uscita di un locale accanto a donne strafiche o uomini ultraricchi che avevano il difetto di non essere i legittimi consorti. Figlio di un bravissimo e famoso giornalista, Vittorio, una carriera iniziata facendo il modello negli Stati Uniti, Fabrizio frequentava le redazioni, i locali alla moda, i ristoranti a tante stelle. Anche se era convinto di essere amabile e attraente, non aveva molti amici. Quando il suo carattere estroverso e disinvolto – si fa per dire – lo portò a comportamenti al limite, anzi oltre il limite, della legge, non trovò grande solidarietà, nemmeno in casa, dove si era innalzato un muro di diffidenza e insofferenza, ricambiata. Perfino tra lui e la mamma. Fu così che cominciò il suo calvario per le prigioni di mezza Italia, inseguito da condanne per estorsioni, evasioni, calunnie, perfino spaccio di banconote e guida senza casco o patente. Otto anni di carcere, inframmezzati da travolgenti storie d’amore (Belén Rodriguez, Nina Mori?), dalla nascita di due figli, Carlos e Thiago, e dal continuo inseguimento di tutto ciò che fosse lusso, ricchezza e ricerca di fama e visibilità. Tre passioni soprattutto: la Bentley (ne aveva sette), i Rolex e gli occhiali Moscot, quelli dei divi americani.