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25 LUGLIO 2025

Ultimo aggiornamento: 10:05

Per la prima volta nel 2015 Porsche aveva superato le 200.000 auto vendute l’anno. Poi ha macinato record in serie fino a sfondare la soglia dei 300.000 esemplari nel 2021 e contabilizzare il primato assoluto nel 2023 con oltre 320.000 targhe. Stuzzicati da questi successi, a Stoccarda hanno occhieggiato addirittura un Ebit del 20%, obiettivo peraltro indicato ancora a lungo termine dal Ceo del marchio e del gruppo Volkswagen Oliver Blume nel corso della presentazione dell’ultimo bilancio. I tempi per raggiungerlo erano già stati dilatati e, con le ultime correzioni, lo saranno ancora di più.

Già nel 2024 il margine, comunque ragguardevole, era sceso dal 18 al 14,1%, e per il 2025 ne è atteso uno praticamente dimezzato, compreso tra il 6,5 e l’8,5%. Nel primo semestre, il costruttore che costituisce la “cassaforte del gruppo” (con il 3% dei volumi garantisce il 30% degli utili) ha consegnato poco meno di 146.500 auto, con una flessione del 6% rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Non solo la Germania (-23%), ma soprattutto la Cina (-28%) ha voltato le spalle alla Porsche, che con i dazi di Trump rischia anche in Nord America, dove tra gennaio e giugno aveva contabilizzato ancora una crescita del 10% con quasi 43.600 immatricolazioni.