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25 LUGLIO 2025
Ultimo aggiornamento: 13:40
In Corea del Sud, l’idea di perfezione non è un semplice ideale: è un imperativo sociale, culturale, estetico. È ciò che spinge milioni di persone a curare ogni dettaglio del proprio aspetto, a sottoporsi a interventi chirurgici per migliorare le probabilità di successo, a studiare per anni pur di entrare in una delle università giuste. È lo stesso spirito che ha reso questo Paese un colosso globale della tecnologia, della cosmetica e, naturalmente, dell’industria automobilistica.
In un contesto dove la collettività vale più dell’individuo, dove l’identità è definita più da chi sei che da cosa fai, lavorare per un grande gruppo industriale significa appartenere a qualcosa che conta. E in Corea del Sud, poche realtà contano quanto Hyundai, terzo produttore al mondo di auto nel 2024 con 7,23 milioni di auto vendute a livello globale. Non si tratta solo un marchio automobilistico: è uno dei cinque grandi chaebol, quei conglomerati che dominano l’economia sudcoreana. Assieme a Samsung, LG, SK e Lotte, Hyundai rappresenta una vera e propria colonna portante del Paese. Se uno di questi giganti vacilla, l’intera economia rischia di cadere: lo dice un detto popolare, “se i chaebol starnutiscono, la Corea si prende il raffreddore”.






