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L’annuncio di Coca-Cola di offrire negli Stati Uniti una versione della propria famosa bevanda addolcita con lo zucchero di canna al posto dello sciroppo di mais, su suggerimento di Donald Trump, ha suscitato interesse e ha generato qualche incomprensione intorno agli zuccheri e al fatto che alcuni di questi siano “più salutari” di altri. In realtà dal punto di vista nutrizionale non c’è differenza tra un tipo di zucchero o un altro, nonostante quello bianco da tavola venga spesso demonizzato e sia stato definito senza basi scientifiche un “veleno” da Robert Kennedy Jr., l’attuale ministro della Salute statunitense.
La versione classica della Coca-Cola negli Stati Uniti viene prodotta da decenni utilizzando lo sciroppo di glucosio-fruttosio, ottenuto in parte dalla lavorazione dell’amido di mais. Grazie ai numerosi sussidi previsti per i coltivatori di mais nel paese e ad altri motivi economici, questo sciroppo è un dolcificante più economico rispetto allo zucchero da tavola, che si ottiene principalmente dalla canna e in misura minore (ormai quasi marginale) dalla barbabietola e che viene invece impiegato da Coca-Cola in molte altre aree del mondo come il Messico e l’Europa.







