Luigi Lovaglio, il numero uno di Mps, è appena tornato dal road show internazionale, dove ha presentato agli investitori l'Offerta di scambio su Mediobanca. E le sensazioni riportate dal viaggio nelle principali piazze finanziarie mondiali, ha spiegato ieri il manager in un'intervista al canale televisivo Class-Cnbc , sono «assolutamente positive». Il manager non si è sottratto a nessuna domanda. A partire da quella di un eventuale rilancio. «L'offerta», ha spiegato Lovaglio, «è “fair”, io credo che il prezzo sia corretto tenuto conto della attuale valorizzazione delle due società e tenuto conto che sicuramente, post operazione, ci sarà un importante re-rating».
Ma è un tema prematuro. Ieri lo sconto in Borsa si è attestato al 3,5 per cento equivalente a circa 550 milioni di euro, in riduzione ormai da settimane. Il numero uno del Monte dei Paschi si è detto, ancora una volta, «assolutamente fiducioso» di poter raggiungere il target di almeno il 67 per cento del capitale di Mediobanca. Replicando poi, ai rilievi dell'amministratore delegato di Piazzetta Cuccia, Alberto Nagel, Lovaglio ha fatto presente «un numero», vale a dire «il dividendo per azione, che», ha detto, «è una doppia cifra e per definizione interessa tutti gli azionisti».Nessuna paura dei 4,9 miliardi promessi da Nagel ai suoi azionisti nel triennio: «tutto ciò che può fare Mediobanca, insieme potremo farlo meglio». L'obiettivo dell'operazione, ha proseguito il manager, «è creare questa terza forza che contribuisca a un'ulteriore crescita di valore per tutti gli stakeholder». A valle dell'operazione, secondo Lovaglio, Mps avrà una «posizione privilegiata» nel capire anche come «partecipare a eventuali futuri assetti».








