Carrefour Italia passa nelle mani dell'italiana NewPrinces.

A rilevare 1.188 negozi, tra cui 41 ipermercati, 315 supermercati, 820 minimarket e 12 cash & carry, del gruppo francese nella Penisola è la società della famiglia Mastrolia, pronta anche a rilanciare il marchio Gs, andato perso sotto la gestione transalpina.

Grazie all'operazione, che ha un enterprise value di 1 miliardo e un equity value di solo 1 euro, la multinazionale familiare quotata a Piazza Affari mette a segno un'altra grande acquisizione dopo quella di Newlat, rilevata dal crac di Parmalat, e dell'inglese Princess comprata da Mitsubishi.

E si prepara a vedere salire il fatturato dagli attuali 750 milioni a 6,9 miliardi già quest'anno posto che il closing è previsto entro la fine del terzo trimestre, per poi portarlo a superare i 7 miliardi nel 2027. Quel che nascerà dall'integrazione delle attività delle due aziende è il secondo gruppo italiano nel food per fatturato e il primo operatore in termini occupazionali con 13.000 operatori diretti in Italia e più di 18.000 nel mondo, oltre a ulteriori 11.000 persone coinvolte nelle attività accessorie fornite da aziende esterne.

Il percorso non è tutto in discesa e i sindacati temono ricadute occupazionali. I 4,2 miliardi di fatturato dell'Italia pur rappresentando solo il 4% dei ricavi del colosso francese della grande distribuzione, sono in calo così come l'utile operativo corrente e il free cash flow netto sono stati nel 2024, in un contesto economico definito da Carrefour "particolarmente difficile e competitivo". Per questo nell'accordo vincolante per la compravendita è previsto un piano di rilancio da 437,5 milioni di investimenti: 237,5 milioni sono il contributo una tantum messo da Carrefour mentre New Princes investirà 200 milioni.