Una nota dell’agenzia Reuters del 21 giugno riportava che Heineken aveva perso il controllo ed aveva ritirato il proprio personale dalle sue strutture situate nelle aree colpite dal conflitto nell’est della Repubblica Democratica del Congo.

Quasi il 14% dei ricavi totali di Heineken proviene dalle sue attività in Medio Oriente e Africa, dove il Congo – con una popolazione di oltre 100 milioni di abitanti – rappresenta un mercato importante.

ll colosso delle bevande aveva già annunciato a marzo che le sue attività in tre città orientali - Goma, Bukavu e Uvira (che rappresentavano circa un terzo del business di Heineken in Congo) - sarebbero rimaste sospese fino a quando non fosse stato sicuro riaprirle, dopo che alcuni dei suoi stabilimenti erano stati colpiti e i suoi depositi saccheggiati durante gli scontri tra l’esercito e i ribelli.

Ma venerdì 20 giugno, il produttore di birra dichiarava che la situazione era ulteriormente peggiorata e che personale armato aveva preso il controllo delle sue strutture a Bukavu e Goma – le due città più grandi dell’est del Congo, ora sotto controllo dei ribelli – e nelle aree circostanti.

«Le condizioni necessarie per operare in modo responsabile e sicuro non sono più presenti e, a partire dal 12 giugno 2025, abbiamo perso il controllo operativo. La sicurezza e il benessere dei nostri dipendenti sono la nostra massima priorità. Abbiamo ritirato tutto il personale rimanente da questi siti e abbiamo continuato a sostenerli finanziariamente», si legge nel comunicato.