Charles Darwin, nel giornale di bordo del Beagle, scrisse < l’immensità delle piramidi è insignificante a confronto di queste montagne di corallo>. Il padre della teoria dell’evoluzione si riferiva alla Grande Barriera Corallina. Il labirinto di 2600 banchi corallini, isole rocciose, tunnel sottomarini, atolli, lagune, grotte sommerse e bassi fondali che si snoda per 2000 km lungo la costa orientale dell’Australia. Dal Tropico del Capricorno risale a nord fino alle isole Murray nello Stretto di Torres, davanti alla Papua Nuova Guinea, coprendo 250.000 kmq di oceano Pacifico, un’area grande come l’Italia senza le isole. La Grande Barriera Corallina, oltre a essere la più vasta formazione madreporica, è il più complesso ed esteso ecosistema marino del pianeta: i diversi reef si sono formati tra 2 e 18 milioni di anni fa. Oltre a circa 400 specie di coralli (tra cui alcune definite “morbide” perché non formano scheletri calcarei) che ne disegnano l’insolita geografia, nella scogliera vive una società interagente di migliaia di specie di ricci, molluschi, spugne (400 specie), tartarughe marine (6 specie), vermi marini, crostacei e pesci (1400 specie), dai più minuscoli fino agli squali più aggressivi. Le sue 200 isole coralline (solo tre abitate: Green, Heron e Lady Helliot) sono la cima di castelli di corallo su cui per millenni, attraverso l’alternarsi di movimenti di emersione e di sommersione, si è creata una superficie di sabbia corallina, colonizzata dai semi portati da vento, mare e uccelli, fertilizzata dal guano. Queste mutazioni, provocate da venti e onde del Pacifico, hanno generato paesaggi incantevoli. In un armonico gioco cromatico, isolotti di forma ovale sono sepolti da verde vegetazione tropicale e circondati da spiagge di fine sabbia bianca, delimitata dal turchese del mare. PRIMO GIORNO Cairns, la principale città del Nord del Queensland (172.000 abitanti) nonché la prima destinazione della regione, offre la più ampia varietà di operatori e proposte per visitare la Grande Barriera Corallina. Escursioni per la maggiore meraviglia degli oceani partono anche da Mission Beach, Townsville, Airlie Beach, Port Douglas. E dalla più remota Cape Tribulation, il promontorio coperto dalla foresta pluviale situato 120 km a nord di Cairns: la più vicina alla Barriera con l’Endeavour Reef a meno di mezz’ora di navigazione. Cape Tribulation è, insieme a Cains, la località più conveniente per l’escursione che si rivela meno costosa e permette di nuotare tra i coralli per l’intera giornata. Man mano che si scende a sud, il tragitto per raggiungere il Reef è sempre più lungo, la sosta tra i coralli più breve e il costo dell’escursione più elevato. Gli operatori forniscono sempre pinne e maschere con il boccaglio per fare snorkeling, osservare i fondali galleggiando sulla superficie dell’acqua. Lo spettacolo è sensazionale: tra madrepore a forma di fungo, di cervello umano, con ramificazioni marroni e azzurre o intricatissimi ventagli rosa o rosso porpora nuotano pesci dai colori accesi, quasi fosforescenti. E la vista è ancora più stupefacente dagli oblò panoramici che si aprono sulle pareti dei piccoli sottomarini che portano i visitatori ad alcune decine di metri di profondità tra il mondo dei coralli.
48 ore nella Grande Barriera Corallina, il maggiore ecosistema marino del pianeta
Charles Darwin, nel giornale di bordo del Beagle, scrisse < l’immensità delle piramidi è insignificante a confronto di queste montagne di corallo>. Il padre della teoria dell’evoluzione si riferiva alla Grande Barriera Corallina. Il labirinto di 2600 banchi corallini, isole rocciose, tunnel sottomarini, atolli, lagune, grotte sommerse e bassi fondali che si snoda per 2000 km lungo la costa orientale dell’Australia. Dal Tropico del Capricorno risale a nord fino alle isole Murray nello Stretto di Torres, davanti alla Papua Nuova Guinea, coprendo 250.000 kmq di oceano Pacifico, un’area grande come l’Italia senza le isole. La Grande Barriera Corallina, oltre a essere la più vasta formazione madreporica, è il più complesso ed esteso ecosistema marino del pianeta: i diversi reef si sono formati tra 2 e 18 milioni di anni fa. Oltre a circa 400 specie di coralli (tra cui alcune definite “morbide” perché non formano scheletri calcarei) che ne disegnano l’insolita geografia, nella scogliera vive una società interagente di migliaia di specie di ricci, molluschi, spugne (400 specie), tartarughe marine (6 specie), vermi marini, crostacei e pesci (1400 specie), dai più minuscoli fino agli squali più aggressivi. Le sue 200 isole coralline (solo tre abitate: Green, Heron e Lady Helliot) sono la cima di castelli di corallo su cui per millenni, attraverso l’alternarsi di movimenti di emersione e di sommersione, si è creata una superficie di sabbia corallina, colonizzata dai semi portati da vento, mare e uccelli, fertilizzata dal guano. Queste mutazioni, provocate da venti e onde del Pacifico, hanno generato paesaggi incantevoli. In un armonico gioco cromatico, isolotti di forma ovale sono sepolti da verde vegetazione tropicale e circondati da spiagge di fine sabbia bianca, delimitata dal turchese del mare. PRIMO GIORNO Cairns, la principale città del Nord del Queensland (172.000 abitanti) nonché la prima destinazione della regione, offre la più ampia varietà di operatori e proposte per visitare la Grande Barriera Corallina. Escursioni per la maggiore meraviglia degli oceani partono anche da Mission Beach, Townsville, Airlie Beach, Port Douglas. E dalla più remota Cape Tribulation, il promontorio coperto dalla foresta pluviale situato 120 km a nord di Cairns: la più vicina alla Barriera con l’Endeavour Reef a meno di mezz’ora di navigazione. Cape Tribulation è, insieme a Cains, la località più conveniente per l’escursione che si rivela meno costosa e permette di nuotare tra i coralli per l’intera giornata. Man mano che si scende a sud, il tragitto per raggiungere il Reef è sempre più lungo, la sosta tra i coralli più breve e il costo dell’escursione più elevato. Gli operatori forniscono sempre pinne e maschere con il boccaglio per fare snorkeling, osservare i fondali galleggiando sulla superficie dell’acqua. Lo spettacolo è sensazionale: tra madrepore a forma di fungo, di cervello umano, con ramificazioni marroni e azzurre o intricatissimi ventagli rosa o rosso porpora nuotano pesci dai colori accesi, quasi fosforescenti. E la vista è ancora più stupefacente dagli oblò panoramici che si aprono sulle pareti dei piccoli sottomarini che portano i visitatori ad alcune decine di metri di profondità tra il mondo dei coralli.







