Il governo fa muro alla nuova bocciatura della Commissione europea sui balneari. Il ministro Matteo Salvini respinge la richiesta di Bruxelles di ritirare la bozza con gli indennizzi pensati per gli imprenditori che perdono gli stabilimenti in seguito a una gara. Fonti del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ribadiscono la linea dell’esponente leghista che intende tutelare «30 mila famiglie e imprese del settore balneare». Una linea, insistono le fonti, «coerente con il programma elettorale del centrodestra ma soprattutto con il buonsenso». Salvini ritiene la proposta in campo «equilibrata», perciò «non ci saranno arretramenti». La risposta del Mit arriva dopo la lettera che la Commissione ha inviato all’Italia il 7 luglio, che muove diversi rilievi alla bozza di decreto ministeriale sugli indennizzi da versare ai concessionari uscenti. L’Europa nega all’esecutivo la possibilità di varare norme che riconoscano una compensazione agli operatori che perdono lo stabilimento e si dice contraria a un aggravio a carico dei nuovi concessionari che vincono le gare. Le misure La bozza del decreto, bollinata dalla Ragioneria e presentata ai tecnici Ue, prevede dei risarcimenti sui beni inamovibili effettuati negli ultimi cinque anni e non ancora ammortizzati al termine della concessione. E stabilisce anche l’equa remunerazione degli investimenti effettuati negli ultimi cinque anni. E’ soprattutto questo secondo punto che è stato bocciato da Bruxelles, contraria fin dall’inizio del negoziato ad avallare un indennizzo calcolato su un valore presunto di un investimento. Il principio di fondo del diritto comunitario è che non ci può essere una sovracompensazione o una rendita che il concessionario uscente possa vantare su quello entrante. Addirittura, la bozza dell’esecutivo fissa in sei mesi, a partire dalla data di aggiudicazione della concessione, il tempo che il nuovo titolare dello stabilimento ha per saldare l’indennizzo al precedente gestore. Fonti Fdi: "Invasione di campo dell’Ue” Pur avendo avuto in questi tre anni di governo visioni differenti sul tema dei balneari, a sostegno della posizione intransigente di Salvini si esprime il partito della premier Giorgia Meloni. Fonti parlamentari di Fratelli d’Italia confidano: «Dai burocrati europei ennesima invasione di campo. Sosteniamo il lavoro di Salvini». Nessuno però nel centrodestra ha intenzione di entrare nel merito delle norme in questo momento perché la questione è molto intricata anche sul piano tecnico-giuridico. Comunque, secondo il governo gli indennizzi previsti sono minimi, dal momento che già la Commissione europea aveva rigettato risarcimenti legati al valore aziendale di uno stabilimento, ovvero il pregio acquisito sul mercato da una determinata impresa. Quindi il centrodestra considera la lettera della Commissione un accanimento ingiustificato, rivendicando di poter decidere autonomamente questo tipo di criteri. Nonostante il muro contro muro, si continuerà a trattare per risolvere la controversia. Sul fronte dei balneari il più è stato fatto, le concessioni, infatti, saranno messe a gara dal 30 settembre 2027. La procedura d’infrazione è aperta da quattro anni e mezzo, senza un’intesa l’Italia rischia una condanna con tanto di multa di centinaia di milioni di euro.