"La digitalizzazione della società contemporanea ha profondamente trasformato il panorama della tratta e dello sfruttamento minorile.

In questo contesto si parla sempre più spesso di 'e-trafficking', che include tutte le forme di tratta e sfruttamento di esseri umani che si avvalgono in modo determinante delle tecnologie digitali, sia per il reclutamento, l'adescamento e il controllo delle vittime, sia per la gestione logistica, il pagamento e la distribuzione dei profitti". A lanciare l'allarme è Save the Children nel dossier' Piccoli schiavi invisibili' diffuso oggi.

L'e-trafficking è caratterizzato dall'uso sistematico di piattaforme online, social network, app di messaggistica e strumenti digitali e "consente di abbattere le barriere geografiche, rendere più rapidi ed efficienti i processi di tratta e sfruttamento e ridurre i rischi per gli sfruttatori".

Save the Children fa inoltre notare che "la nuova frontiera è la 'gamification' dello sfruttamento". Una strategia che utilizza gli sviluppi della tecnologia e la risposta psicologica associata alle fasi del gioco "per rendere più accettabile e 'normale' la partecipazione a reti criminali, mascherando lo sfruttamento dietro dinamiche ludiche e sociali apparentemente innocue".