Dal primo prototipo pensato tra gli orologi Swatch e i motori Mercedes fino al lancio dell'inedita Smart #5, la storia del marchio Smart è un esempio raro di coerenza visionaria e capacità di reinventarsi.
Un filo conduttore lega la celebre Fortwo, simbolo assoluto della mobilità urbana e del minimalismo intelligente, a un suv elettrico da 4 metri e 70 progettato per uscire dai confini della città e affrontare qualsiasi terreno.
Non è solo una crescita dimensionale, ma un'evoluzione culturale, un cambio di prospettiva che ha attraversato quasi trent'anni di innovazioni, audaci deviazioni e scelte in anticipo sui tempi.
Dalla nascita nel 1996 come idea rivoluzionaria - quando Swatch propose una microcar e Mercedes decise di crederci - al debutto della Fortwo due anni dopo, con i suoi due posti e il design squadrato diventato icona, il marchio ha saputo muoversi tra provocazione e concretezza. Versioni sperimentali come la Crossblade, prive di tetto e porte, hanno mostrato una personalità giocosa e anticonformista, mentre modelli come la Forfour hanno allargato la famiglia rispondendo a esigenze più pratiche.
Con la seconda generazione della Fortwo nel 2007 smart ha iniziato a farsi più matura, senza perdere la sua identità urbana, e già nel 2010 è tra le prime case a puntare sull'elettrico con la Electric Drive, aprendo la strada a una nuova epoca. Il vero cambio di passo arriva però nel 2019, quando Mercedes-Benz e Geely danno vita a una joint venture: produzione in Asia, ma cuore europeo e obiettivo globale.







