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Redazione Brescia
La 24enne bresciana ha già raccolto 20 mila firme attraverso una petizione su Change.org: «Il mio carcinoma ovarico è una forma unica studiata alle università, richiede tantissime cure, ho bisogno di circa 20-30 visite l’anno»
Alle porte della politica bresciana, per sua figlia, aveva già bussato in tutti i modi sua madre, Rosalia Meccio. Invano: «Mi hanno risposto - raccontò al Corriere - che c’è bisogno di cambiare la legge nazionale». Stavolta, attraverso una petizione (già superate le ventimila sottoscrizioni) su Change.org, ci prova allora direttamente lei. Alessia Fucarino, 24 anni, convive da dodici - metà esatta della sua vita - con un carcinoma ovarico rarissimo, unico al mondo, presente anche nei testi universitari perché è legato ad un’altra sindrome (Alessia nasce con una patologia rara e ha una protesi oculare). Eppure, nonostante una battaglia che continua, Alessia è imprigionata dalla crudele burocrazia: per monitorare le proprie condizioni di salute, la giovane - che ha trovato lavoro in un'azienda di cosmesi - non può usufruire dei permessi di lavoro, pur avendo la 104, poiché l'invalidità del 75% non le copre queste visite di controllo: avrebbe paradossalmente bisogno di peggiorare ancora.






